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Abitare · Lo studio di interni

Scala Vera

Ogni casa ha la sua scala giusta. Un progetto raccontato scendendo di scala: dalla pianta a inchiostro all’acquerello, dal render alla pietra toccata con la luce radente.

Il punto forte

La discesa di scala in WebGL

Un motore WebGL2 scritto apposta, senza librerie: il render passa in un filtro ad acquerello e la quota scende da 1:50 a 1:1.

Scala Vera: la discesa di scala in webgl

L’idea

Uno studio di interni vende qualcosa che il cliente non riesce ancora a vedere: la sua casa finita. Questa homepage glielo fa vedere nell’ordine in cui lo vede l’architetto. Si parte da una pianta a inchiostro che si traccia da sola, poi si scende di scala scorrendo: lo schizzo ad acquerello si asciuga e diventa il render, l’inquadratura si stringe sul tavolo in travertino, e alla fine la pietra si tocca, a grandezza naturale, con una torcia che la illumina di taglio.

È il livello Esperienza della categoria Abitare e una vetrina dimostrativa: lo studio, i progetti, i prezzi e i contatti sono di fantasia, e le immagini sono render d’archivio. Serve a mostrare che il sito di uno studio può essere esso stesso un pezzo di progetto: un motore WebGL scritto apposta, senza librerie, una palette che scurisce dalla carta da lucido al basalto e un solo accento, il giallo del metro.

Per chi è

Studi di interior design e architettura d’interni, progettisti di arredi su misura, showroom di materiali e superfici. Adatta a chi lavora su progetti di fascia medio-alta e vuole che il primo contatto racconti il metodo, non solo il portfolio, e che alla consulenza si arrivi con un cliente che ha già scelto i suoi materiali.

Cosa trovi dentro

  1. Una pianta che si disegna da sola

    L’apertura è una tavola 1:100 in SVG: muri, porte, arredi e quote si tracciano con il pennino all’arrivo, e scorrendo la tavola entra nel soggiorno del progetto.

  2. La discesa di scala in WebGL

    Un motore WebGL2 scritto apposta, senza librerie: il render passato in un filtro ad acquerello che si asciuga a chiazze, tagli di montaggio allineati sul tavolo in travertino con la tavola successiva che si posa sopra, zoom fino alla pietra. La quota scende da 1:50 a 1:1 e il carattere cambia optical size con lei.

  3. La materioteca con la luce radente

    Sette campioni a grandezza naturale: cinque scansioni di materiali veri con mappe di rilievo (il velluto con il suo riflesso di pelo) e due finiture calcolate nello shader, il bronzo spazzolato con il riflesso anisotropo e la lacca. Il cursore, o il dito, è una torcia che li illumina di taglio.

  4. Riarreda la foto

    La parete del render con tre superfici mascherate: intonaco, mensola in pietra e tavolini. Si sceglie un colore a calce o un materiale della materioteca, anche trascinandolo sulla foto, e la nuova finitura si stende come una passata di rullo; luce e ombre restano quelle del render. Tenendo premuto si torna a com’era.

  5. Progetti come tavole di presentazione

    Tre case impaginate come fogli di progetto, con cartiglio e dati, ognuna con un’impaginazione diversa. Nella seconda la stessa stanza in tre proposte colore che si stendono come una mano di pittura.

  6. Il brief e la tavola materiali

    Da che scala parti (un pezzo, una stanza, tutta la casa), i campioni scelti nella materioteca che compongono la tavola materiali, i contatti e una ricevuta impaginata come un cartiglio. Il menù mobile è una mazzetta di campioni che si apre a ventaglio.

Concept dimostrativo di Loop Studio: nomi, indirizzi, piatti e recensioni sono di fantasia. Le foto provengono da Unsplash e sono usate secondo la sua licenza.

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